IL VINO COME INVESTIMENTO

Le aste di vini esistono da quando qualcuno ha iniziato a mettere il vino in bottiglia e chiuderlo con un tappo di sughero, la casa d'aste londinese Chriestie's ha messo per la prima volta all'incanto un lotto di grandi Bordeaux e Madeira nel lontano 1766 ma fino a pochi abbi fa le aste, salvo rare eccezioni, erano considerate un mercato riservato alla vendita di vini molto invecchiati. I Bordeaux dell'annata 1847 sono stati i primi a essere trattati come un vero e proprio investimento.

La diminuzione delle imposte doganali sui vini francesi approvata dal governo britannico ebbe come conseguenza un'impennata della domanda e quindi dei prezzi.

Nel 1982 ci fu un altro anno dei miracoli che ha avviato una nuova fase speculativa che caratterizza ancora oggi il mercato del vino. La rendita data dal vino può andare dallo zero al 100% annuo e oggi la possono dare i vini giovani come quelli invecchiati. Il 100% si ottiene con molta fortuna, buone relazioni con le persone giuste e la lettura di “The Wine Advocate” un ottima fonte di informazioni opera dell'esperto americano Robert Parker.

Se Parker attribuisce a un vino 99 o 100 punti nel giro di poche settimane il suo valore raddoppia, chi non ne ha una bottiglia in cantina deve sperare nei suoi buoni contatti con mercanti o broker. Per avere una bottiglia del celebre Chateau Pétrus il denaro non è più sufficiente, le poche bottiglie ancora esistenti vengono offerte ai buoni clienti di vecchia data oppure si utilizzano pe un doppio businness: chi compra vini meno rari per almeno 5000 euro avrà in dono una bottiglia di Pétrus.

 

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